venerdì 14 ottobre 2016

Rivogliamo le sputacchiere un po' ovunque!

Il loop della democrazia è un qualcosa che molta gente non capisce, non percepisce e di conseguenza ci sguazza dentro come maiali nel fango fino alla morte, questo quasi sempre.
Per quanto riguarda il politico di turno la cosa invece è ben diversa, vive la sua realtà con gli amici oppositori, perché sono tutti sulla stessa barca e lo sanno benissimo anche se non lo dicono chiaramente. Una volta dentro il vortice si mettono a posto per la vita, propria e quella dei parenti e contro-parenti, amici e amici di amici, stipendi indecenti e il solito bla bla bla retorico.
Dunque queste persone riempiono la nostra esistenza di parole importanti che assolutamente non gli competono, già parlare di "democrazia" è un insulto, dire "popolo" ancora peggio.
La politica foraggia se stessa, qui e in altri paesi, in alcuni le cose vanno meglio, in alcuni peggio, ma la pappa è sostanzialmente uguale.
Sono tutti pronti a elemosinare voti come zingari ai semafori, poi una volta seduti sulla poltrona tanto ambita comincia il teatrino politico visto e rivisto, trito e ritrito.
Solite retoriche, la sagra della vergogna italica, stereotipi da medioevo, violenza di tutti i tipi e imposizioni inutili e assurde.
Ci sarà il referendum giusto? Non so assolutamente nulla a riguardo, ma proprio zero. Normalmente mi informo, ma ho davvero la nausea in generale; tanto dove voti voti alla fine come risultato te lo prendi in quel posto lo stesso, altro che cambiare le cose.
Ma allora come si possono cambiare le cose? Eliminando la politica e tutti i suoi rami che si estendono come un cancro maligno nelle nostre città e più universalmente nelle nostre vite da quando veniamo al mondo.
Rendiamoci conto che quando c'erano i Re nessuno pensava ad un mondo diverso, eppure le cose sono cambiate e badate bene, ho scritto "cambiate", non migliorate.
In fin dei conti quando si nasce in una certa situazione ti abitui o almeno ci provi, è fisiologica la cosa, in più fin da bambino ti inculcano l'idea che qui si sta benissimo, che noi siamo i migliori e stronzate del genere.
Il bello è che lo dicono tutti, o comunque quasi, però materialmente i conti non tornano, di conseguenza si sta barando!
Da qui nasce e si estende l'immobilismo generico, perché rimboccarsi le maniche e far qualcosa quando è molto più facile andare a votare ogni tanto e mettere una X per qualche faccia di merda che in tv vomita il tuo malessere chiedendo il tuo voto, malessere creato da tutta la politica, da tutti i partiti, vecchi e nuovi, da qui nasce il loop democratico, o loop politico, come mi piace chiamarlo.
La politica ha bisogno di questo per sopravvivere e sarà così per sempre se le cose non cambieranno.
Il nostro parere non interessa a nessuno. Certo, ti lasciano la libertà di incazzarti ogni tanto, di dire la tua, ma con moderazione, senza disturbare troppo, invitandoti sempre alla fine a dar fiducia alle istituzioni, insomma, una sorta di chiesa col suo Dio amorevole di turno.
Questa è la truffa della libertà, la truffa democratica è un sistema ben oliato; bisogna impedire di oliare ulteriormente quei malsani ingranaggi, così tutto scricchiolerà e infine esploderà definitivamente per aria, e chi avrà voglia di costruirsi finalmente un mondo migliore di come lo conosciamo avrà finalmente la sua possibilità, una volta tanto.
La cosa importantissima e basilare sarà imparare dagli errori del passato, per far sì che non si ritorni alla situazione appena lasciata con gran fatica.