mercoledì 30 dicembre 2015

Mexican Wall: il muro della vergogna


Tijuana e San Diego sono due città confinanti, la prima fa parte del Messico e l'alta fa parte degli Stati uniti. Nel 1994, per volere di quel bontempone di Bush ha preso il via la costruzione del muro per tentare di limitare l'afflusso di messicani verso il paese dalle uova d'oro, dove venivano e vengono tutt'ora sfruttati, manodopera a basso costo, sempre molto ricercata dai padroni senza scrupoli. Un po' come accade qui con gli stranieri disperati che fanno qualsiasi cosa, per esempio lavorando nei campi per poi mandare quei due soldi alle loro famiglie nel loro paese di origine.
Su circa 3.140 km di confine, il muro è ancora incompleto, ne mancano due terzi, ma ovviamente sarà terminato, in qualche modo.
Presso le varie città confinanti il muro è di cemento ed è alto tre metri, poi abbiamo legno e metallo, filo spinato, filo elettrificato, sensori, torrette, illuminazione, telecamere, guardie di frontiera sempre in movimento, elicotteri armati e strumenti per la visione notturna.
Tutto questo non ha né limitato il numero e né scoraggiato i migranti, e come logica conseguenza tutto questo spinge le persone ad affrontare viaggi pericolosissimi dove la barriera è solo tecnicamente virtuale, dove il muro non c'è ancora, ossia  il deserto di Sonora, valicando il monte Baboquivari, in Arizona, oppure navigando il Rio Bravo, sperando di non affogare.
Questi poveri disperati devono affidarsi ai coyotes (trafficanti di clandestini, uguali agli scafisti tanto per intenderci), criminali senza scrupoli che "guidano" la gente in quei territori terribili facendosi pagare moltissimi soldi, per poi magari abbandonare le persone, che si ritrovano a dover fare i conti, oltre che con il deserto inospitale, anche con la polizia statunitense o messicana, per non parlare dei ladri che si aggirano in quella terra di nessuno pronti a rapinare chiunque senza tanti complimenti. Pagare, pagare profumatamente è sempre ben accetto sia dai coyotes, che sono in grado di fornire anche documenti falsi, che dalla polizia che chiude un occhio.
Dal 1998 al 2004, secondo i dati ufficiali, lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, sono morte in totale 1.954 persone.
Per chi riesce, nonostante le difficoltà, ad arrivare nella terra promessa delle volte deve fare i conti con gli abusi della Border Patrol (la polizia di frontiera), e neanche a dirlo sono in generale le donne a subire le peggiori cose. Nel 2010, il lato statunitense del confine era pattugliato da più di 20 000 guardie di frontiera.
Obama ha fermato per ora il finanziamento per terminare circa 2000 km di muro, ma è solo questione di tempo.
La storia ci insegna che nessun confine, nessun muro ha mai fermato la gente che va in cerca di un posto migliore, eppure anche nella nostra cara Europa si costruiscono muri e si parla di ampliarli e cose del genere. Tutto questo in nome della sicurezza.
Attualmente nella campagna elettorale  degli Stati Uniti, un po' come da noi in Europa, non si fa altro che parlare dei clandestini e della loro pericolosità, soprattutto da parte dei partiti di destra o peggio di estrema destra che fanno della xnenofobia il loro cavallo di battaglia, vantandosene pure.
Pura e squallida propaganda fatta sulle spalle della gente.
Criminalizzare i disperati è oramai uno sport nazionale, questo anche a casa nostra come possiamo facilmente notare.
La povertà, la disperazione, sono cose intollerabili, così tanto che bisogna nasconderle, chiuderle fuori, invece di domandarsi come si è arrivati a questo meglio innalzare barriere, gli Stati Uniti non hanno mai fatto autocritica, il loro indottrinamento ha funzionato e si vede benissimo dal loro vomitevole patriottismo, la gente ci crede sul serio, ma non sa nulla (e nemmeno gli viene il minimo dubbio), di quanto il loro paese totalitario abbia distrutto e impoverito più di mezzo pianeta.
Anche il governo messicano ovviamente fa la sua parte. La politica è demenziale e c'è una forte e radicata corruzione un po' ovunque; insomma, per noi sarebbe come sentirsi a casa.
In genere vicino alla frontiera sono presenti molti centri di detenzione per i migranti, il governo messicano si impegna a scovare, arrestare e deportare migranti messicani e non solo, in quanto sono presenti anche molti disperati provenienti dai vari paesi del Centro-America che tentano di entrare negli Stati Uniti ad ogni costo.
La Commissione Nazionale dei Diritti Umani ha denunciato già tanti anni fa gli abusi e le torture che questi disperati, una volta acchiappati, sono costretti a subire da parte della polizia e dei militari messicani.
In ogni caso Messico e Stati Uniti ci guadagnano moltissimo con i migranti; nel 2004 i lavoratori messicani hanno spedito alle loro famiglie 20 miliardi di dollari, nel 2008 si parla di 67,5 miliardi di dollari. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, come ho già scritto prima, si ritrova a disposizione una manovalanza a bassissimo costo, sempre molto utile se si punta ad avere un guadagno sempre maggiore, perché nel paese del sogno americano l'importante è solamente fare soldi su soldi, al diavolo come, quello non interessa a nessuno, e perché mai dovrebbe?
Il muro della vergogna è solamente una piccola parte del lato oscuro americano, potete usare Google per vedere tutte le brutte immagini che volete, giusto per farvi un'idea.


Tra San Diego e Tijuana il muro si trasforma addirittura in una cancellata demenziale che si allunga per un po' addirittura in mare, non serve a niente, però c'è, giusto per farti capire da che parte te ne devi stare senza rompere le palle.
Le foto di questa spiaggia le ritengo personalmente una delle cose più tristi che io abbia mai visto... 








martedì 29 dicembre 2015

Il rock è morto ieri


Ieri è morto il rock all'età di 70 anni, l'ultima vera leggenda della musica ci ha lasciati e adesso non ci rimangono che tanti fantocci che credono di fare musica, ma è solamente robaccia da due soldi senza anima.

Oggi solo Motörhead a palla





domenica 6 dicembre 2015

Un giorno metterò un titolo

Lo Stato ha bisogno della polizia per difendere se stesso, non per la nostra sicurezza.
L'esercito vero e proprio viene usato principalmente per andare a rompere i coglioni in giro in ambito internazionale, anche se molto spesso se ne serve anche per questioni interne, e ovviamente gli altri paesi fanno la stessa cosa, da sempre.
Rimanendo a casa nostra, le polizie hanno un addestramento militare e nulla più, di conseguenza un cittadino si trova ad avere a che fare con un militare che con questioni sociali e di comunicazione col pubblico non ha praticamente niente, in quanto non ha avuto nessuna formazione a riguardo. Tutto questo va benissimo e funziona alla grande.
Principalmente i "migliori" sono proprio quei ragazzi detti "problematici", grazie proprio alle chiare e pochissime regole che ci sono nelle forze armate, ossia: o fai come diciamo noi oppure un calcio in culo e sei fuori, più semplice di così si muore, quindi se sei d'accordo non è richiesto altro, bastano anche solo due neuroni.
Imparano subito cosa vuol dire esercitare il potere ed è inquietante sapere che a "proteggerti" è un esaltato ignorante.
Se lo Stato ha tutti i diritti su di te grazie alle sue leggi ed è in grado di esercitarli materialmente, non può mancare la Chiesa e la religione con delle leggi che devono puntare alla tua coscienza, insomma, il povero cittadino è circondato!
Concludiamo con la TV, i giornali e cose simili ed abbiamo chiuso il quadretto.
Nei media troveremo sempre quella massa di politicanti parassiti che blatera cose senza senso, un prete in quasi ogni trasmissione di battito che rompe i coglioni, senza dimenticare le prediche del Papa di turno...
Qui principalmente se non produciamo per la TV qualcosa su: polizia/carabinieri, Padre Pio e la mafia non siamo contenti, che bei divertimenti che abbiamo!
Un po' tutti si sono dimenticati troppo facilmente di Genova 2001, ossia di quando lo Stato scese in piazza per torturare senza vergogna chiunque.
Adesso con la questione terrorismo il piatto è servito, con la scusa della "nostra" sicurezza, piano piano sarà tutto militarizzato, saremo controllati a vista e lo Stato avrà finalmente vinto su di noi.
Potrà cambiare il Governo anche domani, ma ciò non fermerà il processo che temo sia irreversibile.
Stiamo sperimentando da anni, nel nome della sicurezza, un Grande Fratello armato fino ai denti, sto parlando degli stadi, per entrare ancora un po' di fanno una perquisizione anale, devi schedarti se compri un biglietto e/o abbonamento, se vai in trasferta la trafila si allunga grazie alla tessera del tifoso.
Quando tutto sarà così ovunque, lo accetteremo come al solito passivamente, tanto prima o poi un demente che sparerà tra la folla arriva anche qua.
Lo Stato ha paura di un eventuale conflitto sociale, grazie alla crisi, la disoccupazione e cose simili la gente potrebbe un giorno arrabbiarsi di brutto, quindi quale modo migliore di difendersi controllandoci sempre ed ovunque facendoci addirittura intendere che è per il nostro bene?
Questo si nota benissimo in ogni manifestazione, non importa per cosa, anche se le presenze sono poche, quindi una piccola massa incapace di rovesciare lo Stato bam! Botte da orbi!
Ricordo che tempo fa quando un gruppo di terremotati Abruzzesi davanti al Sacro e Potente Parlamento si è preso un casino di botte.
Il messaggio è chiaro, non hai diritto di alzare la voce per nessun motivo.
Poi tutti i bigotti si indignano se vedono scene di violenza contro la polizia, beh è tutto logico, le varie polizie sono semplicemente lo Stato in strada che vigila, creando violenza già così, solo con la sua presenza autoritaria e intimidatoria contro il cittadino, altro che al suo servizio.
Lo so che sulla carta è tutto il contrario, ma ci vuole sempre una facciata, per esempio il classico "ci sono solo poche mele marce mica tutti sono così" non ha fondamento, sospetto fortemente che sia proprio il contrario! E come pretendere un qualcosa di diverso?
La maggior parte della sbirraglia è di destra, molti verso la destra estrema, altri direttamente inneggiano al ritorno della dittatura del caro Duce che però è morto penzolando. Cosa ci si può aspettare da questi luridi pezzenti con due neuroni in testa?
Invece li santifichiamo, sono degli impuniti con le spalle sempre coperte, anche quando ci sono prove schiaccianti raramente subiscono una qualche condanna e quelle rarissime volte che accade non è mai nulla di esemplare. Non hanno i numeri identificativi sulle divise, questo solo per dargli concretamente e volutamente carta bianca, qui in Italia non esiste il reato di tortura nonostante la convenzione Onu firmata bel 25 anni fa.
Lungi da me difendere l'isis e organizzazioni simili, ma non fa altro che fare quello che il nostro caro esercito e reparti simili fa sotto il nome del paese, ha licenza di fare le peggior cose quando, dove e come vuole legalmente. Inaccettabile!
Per la legge dei numeri qualche volta uno crepa, e ci mancherebbe altro! Vai a giocare alla guerra e pretendi di passarla liscia? Se volevi qualcosa di più tranquillo potevi andare a Gardaland che so...
Per quanto riguarda proprio a casa nostra vale lo stesso discorso, qualche volta a qualche sbirro viene spaccata la faccia, ma cosa vuoi, il cittadino arrabbiato lo sa sa benissimo che non sei e mai sarai al suo servizio ma esisti solo perché grazie al lavoro dei poveracci una piccola cricca di politicanti deve trovarsi il modo di fare una vita molto agiata e comandare gente che nemmeno conosce.
Allo sbirro generico ricordo che il tuo padrone a cui fai il servo ti considera come "noi" poveracci, ossia un cane bene addestrato a cui al massimo per fargli fare qualsiasi cosa basta qualche bel croccantino.
A tutta la gente che preferisce farsi rubare la sua libertà personale pur di stare moderatamente tranquilla domando; questi sedicenti paladini della sicurezza e della giustizia cosa hanno fatto per combattere il lavoro nero, la guerra alle varie mafie, all'evasione fiscale, alle varie ingiustizie sociali? Un bel niente, oppure diciamo un fantastico pochissimo!
Se siete contenti così a me va benissimo, ma io non sono contento.



venerdì 4 dicembre 2015

Azzurra!

Ieri sera parlottando di nomi e cose varie con una mia cara amica mi sono ricordato di Azzurra, non che l'avessi dimenticata, e chi se la scorda!
Logicamente parlo di 20 anni fa! (mamma mia quanta vecchiaia!)
Erano altri tempi (vecchiaia rulez!), le cose giravano diversamente, ma giravano.
Avevo 15 anni, un mio amico mi disse più o meno così; "la mia ragazza ha un'amica, se ti va usciamo insieme così la conosci", io ovviamente dissi di si, poi lui aggiunse "si chiama Azzurra"
Io sinceramente, lo ricordo come se fosse ieri, mi innamorai all'istante di quel nome, mi ricordo che rimasi paralizzato e rincoglionito per un bel po', in quel momento ho guardato in alto e ho visto l'azzurro di un cielo limpido e mi ero convinto che questa ragazza che avrei dovuto conoscere, fosse bella quanto quel bel colore che stavo osservando.
E avevo ragione!
Io ero uno che si vestiva principalmente in ferramenta; catene agli anfibi e chiodo (incatenato) anche d'estate, pantaloni attillati e non vado oltre perché non voglio ridicolizzarmi più di tanto, lei invece adottava uno stile più punk, o meglio più da barbona, vestiti larghi, colori a caso ed era bellissima!
Aveva due tette giganti, ma ciò che mi colpì di lei fu tutta la sua persona.
Era bionda, aveva un taglio tra il corto e il lungo, non l'ho mai capito perché era sempre spettinata e aveva due occhioni di un verde mai visto. In quegli occhi mi ci sono subito perso senza vergogna.
Aveva anche qualche chilo in più della media, era più piccola di me di un anno, eravamo dei dementi, alla fine della serata, come saluto, ci siamo stampati un bacio da apnea.
Quando la rividi la seconda volta notai qualcosa di strano, come si suol dire "si era fatta bella", la guardai, poi le dissi "ma ti sei truccata!" (trucco comunque leggero) e lei rispose "si, l'ho fatto per te"  mi sorrise. la guardai ben bene, poi le misi una mano in testa e le arruffai i capelli per spettinarla. "ora si che stai molto meglio!" mi sorrise nuovamente, un sorriso disarmante, bellissimo, aveva un incisivo superiore scheggiato, di un millimetro circa, ma quando sorrideva o rideva, illuminava il mondo e scusate se è poco, era a dir poco adorabile e unica.
Girava quasi sempre con il suo cane, un Boxer, e chi è un po' esperto di cani sa benissimo che tale razza è molto giocosa e invadente, pure troppo, praticamente delle volte scappava anche la limonata col cane dato che si metteva sempre in mezzo, si chiamava Argo, simpaticissimo.
E niente, giravamo per Torino mano nella mano, parlavamo poco, però mi bastava guardare i suoi occhioni, perché lei parlava con gli occhi, ed è una dote rara, secondo me lo sapeva.
Mi piaceva il suo profumo, non usava niente, quindi posso dire che era proprio il suo profumo.
Il tutto durò un mesetto, poi mi lasciò, non ricordo nemmeno perché.
La rividi due anni dopo, mi chiamò lei per incontrarci così da amici, era sempre bellissima, ma mancava qualcosa e non funzionò.
Sono passati circa 20 anni, chissà dov'è, cosa fa... le domande sono tante e abbastanza inutili, quello che mi rimane è però il suo ricordo e me lo tengo stretto, capito Dostoevskij?!



lunedì 23 novembre 2015

Qualche perla

Non per ritornare sul solito discorso da me già affrontato alla veloce qui, ma voglio tirarlo nuovamente fuori per poi allacciarmi al discorso che volevo fare inizialmente sullo stato (scritto volontariamente con la esse minuscola).
Oramai si sentono (immaginate come mai...) fino alla nausea una marea di frasi fatte, sempre uguali, quella che adoro di più è la seguente: "Qui si rispettano le regole, altrimenti te ne torni a casa tua", ma va? Il bello è che tutti sono convinti che un migrante sia sempre un impunito e cose simili, invece vorrei farvi presente che gli impuniti sono generalmente i mafiosi e i politicanti, un'accoppiata perfetta tra l'altro.
Però dato che vi piace così tanto la sacra legge, quando non viene applicata a dovere invece di prendervela con l'eventuale impunito e sbraitare frasi a casaccio mentre gesticolate come dei cerebrolesi, prendetevela con le istituzioni che non hanno fatto il loro dovere, prendetevela con i magistrati, prendetevela con lo stato! In poche parole, agite con cognizione di causa, deficienti!
E finalmente ora posso iniziare la mia visione dello stato, logicamente per evitare di scartavetrarvi le palline cercherò di essere il più sintetico possibile.
Io non voto quindi posso lamentarmi! Ti insegnano che se non voti poi non ti devi lamentare, che il voto è un dovere e un diritto, praticamente ti chiedono ogni tanto una X su un foglio di carta, roba che persino un analfabeta è in grado di fare, poi una volta eletti grazie a tante X fanno quello che gli pare e ti comandano. Solo chi vota può protestare dopo, e invece è proprio il contrario, in quanto  votando un politico gli regali il diritto di esercitare il suo potere su di te grazie alla delega che gli hai appena dato, quindi perché ti lamenti?
Con la delega gli altri decidono per te, mi pare una cosa molto semplice ed elementare, non c'è molto da spiegare..
Sono consapevole del fatto che vivo più o meno come tutti sotto lo stretto controllo dello stato, ma io al loro gioco non partecipo e mai lo farò, abbiamo migliaia di anni di esempi, le abbiamo provate tutte, lo stato ha sempre fallito in ogni sua forma in tutto il mondo, forse eliminare lo stato nella sua totalità farebbe solo bene, altro che "io scelgo almeno il male minore..." questo si che è inquietante.

venerdì 30 ottobre 2015

Punto!

Mi serve un incipit, vediamo; ah ecco, quello sotto che potete vedere è un punto.

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Un punto capito? Punto!
Nella grammatica con il punto si termina una frase, ma non il racconto o qualsiasi altra cosa, beh a volte si, ad ogni modo invece nei discorsi verbali viene usato per farti capire che tanto lui o lei e illo la penserà sempre così, punto!
Trovo la cosa alquanto irritante, ma gente con un cervello piccolo così ne è pieno il mondo, cosa possiamo fare?
E non dite che non è vero, punto!

(Sono ben accetti i commenti pieni di punti, punto!)

sabato 17 ottobre 2015

La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti (Albert Einstein) Sottotitolo; vado a Ivrea e torno (...forse)

Io non sono un ciclista, non sono uno sportivo, anche se sono allenato a pedalare. Non ho una bici da corsa, ma una MTB (mountain bike) comprata circa 15 anni fa da Decathlon, un vero e proprio cancello con le ruote.
Non faccio il cicloturista, che prende e parte con tanto di tenda e fornellino per cucinare, io sto fuori solo l'intera giornata, ma viaggio anche con le borse perché mi serve un casino d'acqua.
Quindi, bici cancello che pesa circa diciotto chili! Borse, acqua (minino 6 litri), ghiaccio istantaneo per tenere al fresco la roba, attrezzi per la manutenzione veloce; insomma, il bagaglio in media pesa quasi una quindicina di chili, che devo trasportare.
La bici è completamente storta, vibra, se superi i 35 Km/h inizi a gridare di paura tanto è instabile, ma nonostante i difetti ci sono affezionato e mi ha sempre portato ovunque.

La settimana scorsa decido di andare fino a Ivrea, tra andata e ritorno calcolo 110 km, mica pochi, ma se parto presto avrò tutto il tempo a disposizione.
Parto alle 6:30 del mattino, buio pesto, accendo i lumini di segnalazione, pagati due Eury l'uno... e subito capisco perché, sembrano i lumini delle chiese. Parto lo stesso, alla cieca.
Abito in collina, lampioni zero per chilometri, inizio ad avere qualche ripensamento, non avevo calcolato una cosina abbastanza importante; la nebbia!
Mi addentro nel nebbione mostruoso urlando tipo kamikaze giapponese, dopo tre chilometri di discesa fatta completamente a caso arrivo nel piano e finalmente inizia qualche lampione, nemmeno il tempo di rilassarmi un momento che arriva l'immancabile cane da battaglia che tenta di inseguirmi, la regola, anche se sembra strana, è quella di fermarsi, al massimo scendere e usare la bici come scudo, nel caso il quadrupede sia particolarmente assatanato.
Mi fermo ma per fortuna arriva il padrone del cane che lo richiama alla calma, poi mi guarda stranito come si guarda un matto credo, io riparto nella nebbia e pedalo come se non ci fosse un domani.
Per arrivare a Chivasso mi tocca fare qualche chilometro di statale che non mi piace perché è stretta.
Qualcuno mi strombazza, poi dopo avermi affiancato mi fa un gesto che in sintesi vuol dire più o meno "Ma che cazzo fai??" allora io faccio partire i vaffanculo e invito l'autista a fermarsi che ho voglia di tirargli la bici cancello addosso, se riesco ad alzarla ovviamente, però il tipo accelera e va via.
Prendo in considerazione l'idea di portarmi dei sassi da lanciare alle macchine ogni tanto, ma sono già caricatissimo, e il peso si sente eccome.
Arrivato a Chivasso sparisce la nebbia ed esce un po' di sole, ho già fatto 20 km, uscito dalla cittadina prendo la statale 26, detta anche con simpatia la statale della morte, strettissima, per non stirarmi e fare un frontale con chi viene dalla direzione opposta i mezzi devono farmi la barba, io sono costretto a pedalare sulla striscia bianca, pena la morte. Sudo freddo subito nei primi metri, mi sento in bilico, sulla destra in genere c'è un dislivello che varia dai 50 cm al metro e mezzo, se finisco dentro per qualche ragione mi rompo il collo di sicuro.
Il limite è dei 70 km orari, ovviamente la gente si sente in dovere di andare minimo ai 90, i più audaci invece pensano di essere su un circuito di formula uno.
La fatica mista alla tensione inizia a farsi pesante, vado pianissimo, anche perché mi sento stanco, ma non c'è nemmeno un punto dove fermarsi in sicurezza.
Dopo dieci chilometri tragici arrivo ad Arè e la strada si fa un po' più decente, non mi fermo, mi sento rinfrancato, poi la strada fino a Caluso si rifà stretta, poi larga, poi stretta, io non mi fermo, oramai pedalo per inerzia, le ginocchia paiono di piombo e cigolano, fa un freddo cane, ho il cervello Findus.
Mi superano tutti i ciclisti in assetto da corsa, belli riposati e con una bici sottile che pesa 8 chili, ma così è facile!
Qualcuno mentre mi supera mi da coraggio con un "forrrrsa foooorrrsaaaa!" io nemmeno riesco a dire niente, se apro la bocca mi cade la lingua credo.
A pochi chilometri da Ivrea la strada si allarga, si allarga pure troppo, sei corsie, dopo un paio di minuti intravedo il cartello di divieto per le biciclette. Sono entrato in una sorta di autostrada senza essermene accorto? Inizio a dubitare della mia già precaria sanità mentale, alla prima svolto a destra, finisco in una zona industriale deserta, so che sono vicino alla meta, ma non capisco più niente e non so come uscirne!
Finalmente però, riesco miracolosamente ad entrare in città, pedalo sui marciapiedi e al diavolo la gente che passeggia, non voglio essere stirato, evito gli eporediesi senza nemmeno fare molta attenzione.
Alla stazione dei treni mi fermo, collasso su una panchina e mi mangio tutto quello che mi sono portato, tre panini e due banane.
Benissimo, adesso sono senza niente e non ho nemmeno un soldo in tasca, ho di sicuro fatto male i calcoli, meglio tornare a casa... dopo dieci minuti riparto, urlando!
Pedalo malissimo, oscillo pericolosamente ma pazienza, e pazienza se mi superano anche le persone a piedi.
 Dopo una manciata di chilometri incomincio a ridacchiare e sputazzare, poi incomincio a parlare da solo, faccio discorsi sconclusionati senza senso con me stesso, dalle parti di Strambino incomincio addirittura a sentire le voci come Giovanna d'Arco.
Incomincio, senza accorgermene, ad intonare a gran voce, stonando clamorosamente, questa canzone nella versione fatta anni fa da Francesco Salvi, la gente che è nei paraggi scappa spaventata.
Poco dopo, una mezza catastrofe, mi si schianta un pedale sulla statale. inchiodo e per poco non cado, se non lo riprendo e ci passa sopra una macchina addio pedale.
Lo recupero rischiando la morte, ma il pedale è salvo, sperando che non si sia rotto ma solo svitato.
Sono incredibilmente fortunato, lo avvito e riparto.
Non capisco più niente, mi fermo per fare pipì su un muro perché concentrandomi troppo sulla mia follia mi sono dimenticato delle cose basilari e adesso ho dei dolori tipo parto.
C'è un po' di gente ma a me scappa, mi guardano tutti con una severità che ritengo eccessiva, riparto e mi rendo conto di aver appena pisciato sul muro di un cimitero, sono convinto che Satana sarà soddisfatto di me.
Al posto degli occhi ho due girandole luminose, le gambe sono due pezzi di legno, arrivo dalle parti di Caluso e accade la vera tragedia: mi si blocca completamente la gamba destra, complice la fatica, senza riposo e la postura da demente ora non posso più pedalare, pena urla disumane. Inchiodo, appoggio la gamba a terra, ma non riesco nemmeno a camminare! Rimango immobile a pensare, mi rimane la gamba sinistra, distrutta ma ancora utilizzabile. Una volta ho auto questo problema, ero a venti chilometri da casa e ho fatto tutti il tragitto con una gamba sola, più l'ultima salita per arrivare a casa mia, tre chilometri di salita per arrivare ai 450 metri di altitudine!
Questa volta però sono troppo lontano dalla magione, e se mi si blocca anche l'altra gamba magari in un punto stretto?
Mi rimetto in sella, per darmi coraggio elenco tutti i santi del calendario, maledicendoli con una fantasia a me sconosciuta. Riesco ad arrivare ad Arè, vedo una panchina e mi ci butto sopra.
Chiamo a casa "mi ha lasciato la solita gamba, qualcuno mi venga a prendere, per pietà!

Qui possiamo ammirare il Cancello in assetto da battaglia in quel di Superga

venerdì 28 agosto 2015

Fervore italico



Ultimamente gira tra i social questa bella immagine colma di nazionalismo becero e abbastanza patetico.
Cos'è il nazionalismo? è la cieca convinzione che il paese nella quale sono nato è migliore del tuo, qualunque esso sia. Quindi si tratta di pura convinzione, non un dato di fatto.
Perché questo nazionalismo? per tanti motivi ovviamente, ma è curioso notare quando un paese (per esempio il nostro) inizia ad andare in merda cosa ci rimane se non inorgoglirsi della nostra povera e bella terra maltrattata e usurpata da --> (qui aggiungere pure quello che vi pare, i politici, gli stranieri, i drogati, il vostro vicino di casa, ecc ecc).
Più che orgoglio nazionale, per tornare con i piedi per terra, parlerei di vergogna nazionale.
Siamo un paese di ladri, farabutti, mafiosi, corrotti e chi più ne ha più ne metta, se questo vi pare poco allora siete l'italico medio, delle volte è terapeutico sentire come parlano del nostro paesotto all'estero (inizialmente diventerete tutti paonazzi per poi vomitare insulti contro i giornalisti stranieri, eh eh).
Essere nazionalisti è anche molto pericoloso, ed è un'arma che ogni governo in tutto il mondo ha sempre usato e sempre userà, soprattutto quando erano tutti a gambe per aria... ecco la magia, l'orgoglio nazionale, e per i più duri di comprendonio voglio sottolineare che quando non si sa più cosa fare è un ottimo specchietto per le allodole.
Personalmente penso sia più corretta la definizione "abitudine nazionale", sono nato qua in effetti, se fossi nato in Norvegia o in Kualunkuestàn sarebbe stata la stessa cosa, sono abituato a vivere qui. Se poi vogliamo trovare del buono in questa massa di stronzi patentati va benissimo, c'è molta gente per bene, ma non sono poi tantissimi, non sarà una minoranza a cambiare le cose, quindi c'è poco da stare tranquilli.

Per quanto riguarda i punti elencati nel manifesto (chiamiamolo così dai), mi preme dire la mia.

1) Si parla italiano... Ahahaha, si certo, l'accademia della crusca già rabbrividisce. Abbiamo una marea di dialetti da far spavento, chi parla italico stretto sbaglia quasi sempre i congiuntivi (capita anche a me a volte), insomma, di quale italiano stiamo parlando? Mi ricordo un mio collega di lavoro che veniva da Napoli, un giorno mi disse "a scuola l'insegnante di italiano parlava solo napoletano, secondo te che italiano ho imparato io?"

2) Si mangia carne di suino... no no scusate, garantisco che mangiamo moltissimi tipi di carne, mica solo quella. Neanche l'accortezza di scrivere magari la parola "anche", alla faccia del punto uno, diamine!

3) Si beve del buon vino... Sicuramente chi ha scritto il manifesto è un sommelier di chiara fama internazionale, crede che il popolo italico abbia tutte le sue conoscenze in materia e che sia anche pieno di soldi, in quanto il buon vino si paga, giustamente.
Non tutti se lo possono permettere però, per non parlare delle fregature, ossia vivi spacciati per ottimi e costosi che però sono simili al Tavernello.
Ma parliamo appunto del Tavernello, da Wiki incollo "l'odierno bacino di utenza stimabile in 4 milioni di famiglie" Sicuramente numeri che fan girar la testa, però a parte il sommelier e qualche suo simile, mi spiace dire che si tratta anche qui di un errore, perché i dati parlano chiaro, e anche questo è un fatto, non retorica.
Di conseguenza il punto tre va cambiato con; Si beve del buon Tavernello.
Per non parlare del fatto che sempre il Tavernello è esportato in tutto il mondo con numeri molto ma molto alti.

4) Si rispettano le donne... Vi giuro che son caduto dalla sedia quando ho letto questo. Chi si ricorda la "grande piaga" del femminicidio? Chiamarlo omicidio no per carità, ora è sparito dai tg, quindi tutte le donne italiche sono salve e finalmente rispettate, poffarbacco!

5) Tu che sei ospite a casa nostra rispetta la nostra cultura altrimenti torna a casa tua... Questo, giusto per chiudere, a prima vista sembra il punto più forte, invece è proprio il più debole.
Ovviamente bisogna prima di tutto soffermarsi sulla parola "ospite" e "nostra".
Nel corso dei secoli grazie ad una miriade di guerre, tutta l'umanità ha creato i famosi confini, da qui probabilmente è nata la frase "sei ospite a casa mia".
L'italico che ha editto con fervore il manifesto dovrebbe prima di tutto farsi un giretto per le varie regioni, poi consiglierei di ripassare un po' la storia del dopoguerra.
Dalla grande migrazione dal sud al nord, oppure la migrazione, sempre nello stesso periodo, di molti veneti a Torino, beh, chi ha passato tutto ciò ti dirà che si è sempre sentito "ospite", se non di peggio.
Per non parlare di tante altre cose simili che non vale la pena approfondire, tipo la fuga di giovani italioti che vanno all'estero perché qui, nel paese del mare e del sole, non hanno alcuna speranza, in tutti campi e in tutti i sensi.
Di una cosa però bisogna parlare, ossia che i cambiamenti non piacciono all'italico medio, perché è abitudinario credo, basta vedere la politica in questo senso, per cambiare qualcosa si fa sempre notte, infatti siamo perennemente indietro rispetto agli altri paesi definiti "civili".

In ogni caso non preoccupatevi, diamoci al nazionalismo, che è come una fede, ossia una convinzione, ripetiamo in loop queste parole; siamo un grande paese, siamo un popolo di evasori e arrivisti lavoratori, sorridiamo sempre e siamo intolleranti degli amiconi buoni come il pane, ma che nessuno ci tocchi la pizza mamma!

Cit: "Cosa pretendi da un paese che ha la forma di una scarpa?" Skiantos

venerdì 14 agosto 2015

Delirio al 187

AGGIORNAMENTO: Mi hanno rimborsato i due soldi di merda! Prossima mossa: richiesta di spostamento di due pali del telefono che sono nella mia  proprietà :D)

Questo è il fax volutamente delirante che ho mandato a tutti i numeri (di fax ovvio, eh eh) che ho trovato su infernet intestati alla Telecom, a parte il classico numero 800000187, ho scovato tutti i vari uffici regionali, dalla Sicilia alla Valle d'Aosta, ho mandato tutto a random, senza sosta, non sto qui a raccontarvi la storia, godetevela com'è.
Non è la prima volta che faccio una cosa del genere, ho notato che meno si è formali, meglio è, almeno in questi casi...







14/08/2015
Utenza: 011*******
Codice Fiscale (lol)


Questa mattina, alle ore 07 circa ho avuto una coloratissima e interessante discussione con una vostra operatrice e altri esseri simili del 187...

Dal 2013 mi RUBATE circa 1,17 Euro all'anno per l'invio dell'elenco telefonico, elenco che nemmeno ho mai ricevuto e sinceramente non mi interessa.
Dal 2012 per legge, tale «invio» è diventato addirittura facoltativo, quindi su esplicita richiesta del cliente, però voi come da vostra prassi mettete qualche eurino in più ogni tanto e tonto io che non controllo bene le bollette.
Quindi avanzo quasi 3 euro, richiesti più di una volta per telefono, mi era stato richiesto il mese scorso il mio numero di cellulare per poi farmi richiamare dall'amministrazione... mai sentito nessuno, saranno anche pochi soldi, però ve li siete presi e guai a mollarli!

Dunque questa mattina alle ore 07 circa ho avuto la pessima idea di chiedere altre spiegazioni dato che ve ne lavate le mani delle mie sacrosante richieste.
Io sono molto pignolo ma sentirmi URLARE nelle orecchie che io ero un pazzo che non stavo bene e sentirmi RIDERE in faccia per 3 euro insomma, le scatole girano no?
Mi son sentito dire cose del tipo «Ho attaccato adesso sono le sette e lei rompe le scatole» e non dico il resto,ma scherziamo??
Una chiamata inutile e inconcludente dove in torto ovviamente ero io, la seconda chiamata stessa cosa e probabilmente stessa persona anche se ovviamente non posso confermarlo (date le risposte e l'aggressione abbastanza simile), sempre una ragazza con forte accento romano comunque.
Tale persona mi ha dato su richiesta (quando sono addirittura riuscito ad urlare più forte per farmi sentire...) il suo numero identificativo, non so se sia vero oppure no, comunque lo scrivo: xx2587460

Questa è la gente che rappresenta la vostra azienda, uno peggio dell'altro, però i miei soldi piacciono... complimenti.
Riascoltate le registrazioni che fate senza il consenso di chi chiama, fate pure.

Questo fax l'ho mandato a tutti i numeri telecom che ho trovato in giro (e non solo), pretendo nella prossima bolletta il rimborso per quanto riguarda la vostra furbata e delle scuse per quanto riguarda gli insulti e risate varie, in quanto (vorrei ricordarlo...) sono un utente pagante (vorrei ribadirlo), e mi sono stancato di pagare un servizio (molto pessimo in ogni caso, pago una 7 mega e ho una 640, che se va bene funziona a 1/3) ed essere trattato da demente.
Ho già cambiato operatore una volta, non ci metto niente a rifarlo.

Ditemi come devo fare per riavere quei pochi euro che vi siete presi ben bene, se esiste una prassi mistica o qualcosa di epicamente burocratico e ripeto, in ogni caso se l'anno prossimo mi ritrovo addebitato un solo centesimo per l'invio di misteriosi elenchi telefonici o qualcosa di simile cambierò automaticamente operatore!

Se serve un numero di telefono questo è il mio cellulare, evitate di chiamare a casa grazie: 338*******
Questo fax lo manderò ogni giorno, più volte al giorno a tutti i numeri che ho trovato fino a quando le mie richieste non saranno ascoltate da qualche essere umano.

Saluto, mi genufletto e chiedo umilmente venia se ho disturbato la persona che sta leggendo in questo momento...